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Pharmabelief, si trasforma in hub creativo a 360°

Fare squadra per guardare avanti con fiducia. È questo uno degli ingredienti base della linking economy. Lo sa bene Alberto Saronni, titolare di Pharmabelief, azienda attraverso cui propone una serie di servizi legati al mondo dell’impresa farmaceutica e molto altro. L’occasione per immaginare una sinergia all’interno del Circuito l’hanno offerta alcuni proficui scambi commerciali con Milano Affari di Cristian Uggeri.“Entrambi abbiamo la possibilità di offrire stock di prodotti a prezzi molto concorrenziali e ci siamo detti perché non provarci?”. Farmacista, Alberto ha avviato la sua attività nel 2013 e, oltre alla parafarmacia di Certosa di Pavia, ha aperto uno shop online (pharmahappy.com) e un secondo punto vendita a Casteggio. Qui, nella sede dell’Oltrepò pavese, si trovano anche gli uffici amministrativi e la sede operativa che, assieme, all’attività di classica parafarmacia, offre una serie di servizi di marketing ad ampio raggio. “Offriamo consulenza per il restyling personalizzato di interni ed esterni - spiega Alberto - sia di farmacie che di negozi di altri settori, ma possiamo anche gestire tutto quello che riguarda le progettazione grafica di elementi personalizzati, che evidenzino e vadano a descrivere le attività e i servizi del negozio. Ci occupiamo anche di Category management”. Per esempio, svolgiamo un’analisi per la rotazione dei prodotti, così individuiamo gli obiettivi e le tendenze del mercato. Ottimizziamo i costi dei clienti e miglioriamo il ‘facing’ a scaffale. Inoltre offriamo servizi di grafica, progettazione e realizzazione di promozioni e riviste, realizziamo siti web aziendali o blog e gestiamo le pagine Facebook”. Negli spazi di Casteggio abbiamo anche visto in vetrina alcune creazioni artigianali, di cosa si tratta? “Avendo spazio abbiamo pensato di ‘regalare’ una vetrina a chiunque voglia esporre i propri prodotti. La concediamo gratuitamente ad artisti e artigiani che vogliono pubblicizzare la propria attività in cambio di pubblicità per il punto vendita. Non si può definire una galleria d’arte, è piuttosto uno show-room per terzi. La realtà locale ha tante belle cose, ma poco conosciute”.