Mondolinx

Filiera agroalimentare, Linx dalla terra alla tavola

Nel Circuito si trovano produttori, commercianti e ristoranti d'eccellenza che, con prodotti a Km0, incentivano la cultura della qualità, le relazioni sociali e anche l'ecosostenibilità.

CircuitoLinx è un catalizzatore di eccellenze agroalimentari. Poiché infatti la linking economy ha in sé i geni della qualità e della relazione, essa viene scelta essenzialmente dalle aziende che si riconoscono nei suoi valori, ovvero da realtà di primo piano, capaci di conquistare la clientela attraverso prodotti e servizi superiori a quelli dei competitor. A descrivere la filiera agroalimentare di Linx e a illustrare le sue potenzialità ai lettori è la nuova broker Caterina Canale, profonda conoscitrice del mondo agroalimentare per essere ancora oggi coordinatrice di un gruppo d’acquisto di prodotti locali in Brianza: «Sono almeno una trentina le aziende del settore presenti nel nostro circuito - afferma - Spaziamo
dai produttori agricoli ai commercianti, fino allo chef a domicilio che, per così dire, può chiudere la filiera “dalla terra alla tavola” trasformando in deliziose pietanze tutti gli ingredienti disponibili in rete». «Detto degli agricoltori - prosegue Caterina - tra i produttori si trovano anche allevamenti (suini, bovini, lumache), aziende vitivinicole, pastifici, caseifici, salumifici e realtà di riferimento nell’ambito della lavorazione delle carni bovine. Molte di queste aziende sono dotate di spaccio interno e a volte persino ristoranti dove la compensazione è all’ordine del giorno. D’altra parte ci sono imprese specializzate nella commercializzazione, come botteghe e minimarket, in cui tutti i prodotti in vendita sono selezionati dai titolari, mentre sempre nella filiera agroalimentare rientrano le diverse aziende che utilizzano materie prime naturali: per esempio, quelle del settore cosmetico specializzate nella produzione di linee di qualità ed ecosostenibili». La broker sottolinea l’importanza dei valori sui quali la filiera agroalimentare del circuito si regge: «Detto della qualità, perché ogni imprenditore è garante di ciò che produce, impossibile non sottolineare l’aspetto della convenienza economica: in Linx, infatti, grazie alla filiera corta è possibile fare un’ottima spesa dalla terra alla tavola risparmiando e con la certezza di aver sostenuto l’economia del proprio territorio senza disperdere altrove la remunerazione». C’è poi l’aspetto delle relazioni umane, che grazie al Circuito tornano al centro dell'attenzione: «Si riscoprono aziende e botteghe - conferma Caterina Canale - Il piacere di sentirsi raccontare le caratteristiche di ciò che si sta per acquistare dalla viva voce di chi l'ha prodotto. La relazione e la tracciabilità di tutto quello che finisce in tavola fanno rinascere la fiducia e questa diventa il pilastro su cui si stabiliscono le sinergie». Infine, ma non per ultimo, c’è l’aspetto ambientale. «La filiera corta dal produttore al consumatore comporta una minor emissione di CO2 in atmosfera perché i trasporti su gomma si riducono al minimo. Si riduce anche il packaging, con impatto positivo sull’ambiente per la netta diminuzione della produzione di rifiuti ». Insomma i vantaggi derivanti dalla Linking economy nella filiera agroalimentare sono veramente molto numerosi sia per le aziende, sia per i privati che sempre più spesso si recano dai produttori della rete per la propria spesa quotidiana.